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Differenze con altri interventi per la famiglia

Spesso la mediazione familiare viene confusa con la terapia di coppia, oppure con la terapia familiare e anche con la semplice consulenza legale. La differenza è totale perché come abbiamo già detto, la mediazione familiare ha un obiettivo opposto a quello della terapia familiare o di coppia, perché l’unico scopo è giungere alla separazione o divorzio consensuale. Anche la differenza con la consulenza legale  è sostanziale, perché questa cura gli interessi dei clienti, mentre il mediatore cerca gli accordi con la coppia in conflitto. Il consulente legale può, semmai, collaborare con il mediatore se questo lo richiede.

In sintesi: la psicoterapia di coppia o familiare opera per risanare l’accordo tra i partner e/o con i loro figli e parenti; la consulenza legale opera per curare gli interessi della coppia; la mediazione familiare opera esclusivamente per portare la coppia in conflitto alla separazione o al divorzio consensuali.

I vantaggi sono evidenti: le separazioni o i divorzi consensuali si raggiungono in tempi molto più brevi dei procedimenti processuali “per colpa”. E con costi decisamente inferiori.

CENNI STORICI

Il primo centro di mediazione familiare nasce nel 1974 ad Atlanta (Usa) per opera dello psicologo e avvocato statunitense James Coogler. Nel 1975, sempre ad opera di Coogler, nasce la Family Mediation Association che offre un servizio di mediazione alle coppie in via di separazione o divorzio. Nel 1978 Howard Irving attiva a Toronto il Toronto Conciliation Project e John Haynes, nel 1982, fonda l’Academy of Family Mediators negli USA.

Dagli Stati Uniti la pratica della mediazione familiare si diffonde fin dai primi Anni Ottanta anche in Europa. In Inghilterra, dove in realtà i primi programmi di mediazione si sono sviluppati autonomamente, in seguito alla trasformazione dei servizi di conciliazione legata ai tribunali.La prima associazione (Family Mediators Association) nasce nel 1988 ed è del 1996 il Family Law Act, la Legge che riconosce l’importanza dell’intervento di mediazione familiare, tanto da prevedere obbligatoriamente – per tutte le controversie relative a questioni familiari che arrivano in Tribunale – almeno un incontro di mediazione.

La Francia nel 1996 si rende protagonista di un’importante riforma: il Nouveau Code de Procédure Civil[] prevede che il Giudice possa nominare un terzo soggetto che ascolti le due parti in causa al fine di trovare una soluzione concordata. Nel 2004 la mediazione familiare diventa un’attività complementare a quella del giudice.

In Italia, nel 1987, si costituisce a Milano l’associazione GeA (Genitori Ancora) con l’intento di divulgare la pratica della mediazione familiare, inizialmente per ricercare accordi sulla genitorialità, successivamente per tutte le pratiche sopra indicate. Nonostante la sostanziale indifferenza sia del legislatore che degli organi giudicanti, nascono un po’ in tutta Italia centri sperimentali di mediazione familiare. Il fenomeno è stato, da allora, in continua espansione soprattutto al Nord. Più recentemente il fenomeno ha avuto grande espansione in Emilia Romagna con oltre 2000 mediazioni all’anno. Nelle Marche sta avendo un deciso incremento.

 

 

2018-06-20T20:32:06+00:00